Allattare in fascia: ecco qualche accorgimento

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Allattare in fascia: ecco qualche accorgimento


Noi non veniamo dalle stelle o dai fiori, ma dal latte materno.

Siamo sopravvissuti per l’umana compassione e per le cure di nostra madre.

Questa è la nostra principale natura.

(Dalai Lama)

A pochi giorni dalla fine della Settimana mondiale dell’Allattamento Materno (1-7 Ottobre) e della International Babywearing Week (5-10 Ottobre), col congiungersi di entrambe le campagne nella stessa settimana, è inevitabile pensare quanto allattamento e babywearing, possano essere in relazione l’una con l’altra nella promozione del benessere della diade mamma-bambino.

Se pensiamo che il latte materno è una preziosa fonte di nutrimento che garantisce calore, intimità e contatto importanti per lo sviluppo psicofisico del bambino, è piuttosto naturale considerare la fascia come un valido alleato che può facilitare e favorire l’allattamento al seno.

Infatti, il contatto con la mamma – e quindi il babywearing – nelle prime settimane dopo il parto, aiuta ad aumentare la produzione di latte favorendo l’allattamento: il contatto pelle a pelle e la prossimità del neonato stimola la produzione di ossitocina nella madre con il conseguente aumento della produzione di prolattina che influisce positivamente sull’aumento della produzione di latte materno.

Mi capita spesso, durante gli incontri informativi e le consulenze, che le mamme siano curiose di scoprire come si può allattare in fascia il proprio bambino. Si può allattare in fascia? E nella fascia ad anelli come si fa? Ma si può mettere il bimbo “coricato” nella fascia per poterlo allattare?

Puntualmente mi ritrovo a rispondere prima all’ultima domanda e poi alle precedenti: “qualsiasi sia il supporto utilizzato, le ultime linee guida sconsigliano l’utilizzo della fascia nella posizione a culla ed è quindi preferibile evitarla anche fosse per allattare.”

Da mamma che ha allattato a lungo entrambi i figli, comprendo molto bene l’esigenza pratica e il volersi alleggerire di un “impegno” che si ripete più volte al giorno e di anche notte. La mamma che si ritrova seduta su una poltrona per tempi indefiniti, tra uno sguardo d’amore col proprio cucciolo e uno sguardo a tutto ciò che richiede il suo intervento quanto prima ( altri figli , gli inevitabili lavori di casa, una doccia ancora da fare…), a volte vorrebbe avere un’alternativa che la possa rendere indipendente e attiva anche nel momento dell’allattamento.

Allattare in fascia può o non può essere la “soluzione” ?

Ci tengo sempre a sottolineare che, sì la fascia risponde alla primaria esigenza di contatto del bambino ma la mamma deve privilegiare il nutrimento restando in ascolto del proprio bambino, soprattutto nelle prime settimane quando l’allattamento al seno non è ancora ben avviato.

Per quanto l’idea di allattare in fascia possa sembrare semplice, allattare in una posizione confortevole e rilassante che possa favorire al neonato un attacco ed una suzione corretta, lo è molto di più.

Posizionare un neonato in fascia e fargli assumere una posizione confortevole che gli permetta di raggiungere il capezzolo – e non il contrario- attraverso diversi strati di stoffa che avvolgono mamma e bimbo, può risultare più impegnativo di quanto non possa sembrare. Tanto è vero che una mamma inesperta di babywearing e/o con la pratica dell’allattamento, non troverebbe minori difficoltà nella gestione della stoffa e del corretto posizionamento del neonato, rischiando di sentirsi insoddisfatta dalle aspettative riposte nell’utilizzo della fascia portabebè.

Certo, esistono legature, più o meno comode e modulabili, in cui la mamma può allattare in fascia e che possono assecondare le esigenze del portato e del portatore in caso di necessità (in fila al supermercato, durante una passeggiata, accompagnando altri figli a scuola). Tuttavia, allattare e portare in fascia sono due pratiche naturali e da considerarsi complementari per il benessere della mamma e del bambino, per cui è giusto prendersi il tempo e la tranquillità con gli spazi adeguati per avviare l’allattamento.

Uno dei benefici a cui si fa spesso riferimento quando si parla di portare in fascia, è che i bambini accoccolati e al calduccio tra le braccia della mamma, pur non essendo una regola, tendono ad essere più sereni ed appagati e di conseguenza tendono anche a dormire di più. Il neonato portato in fascia, particolarmente sonnolento o che tende ad addormentarsi a lungo, può posticipare la poppata e nel caso la mamma non sia pronta a cogliere i primi segnali di fame, il principale rischio è che questa diventi una routine che può compromettere la buona riuscita dell’allattamento.

Per quanto queste possano essere indicazioni generiche per sensibilizzare le mamme all’utilizzo della fascia in relazione all’allattamento, non è certo facile dare indicazioni generali che possano soddisfare le esigenze di ogni mamma, bambino e contesto quotidiano in cui si vive. L’unica indicazione valida è quella di usare il buonsenso ed il proprio istinto per poter godere pienamente dei benefici di entrambe le pratiche, scegliendo tempi, modi e luoghi che possano soddisfare a pieno le esigenze di ogni mamma ed ogni bambino.

Buon allattamento e buon portare!