Portare in tandem: la pratica salva-vita per le mamme bis!

Diventare genitori è un grande passo e quando i figli in arrivo sono due - o più - trovare il tempo per ascoltare i bisogni di tutti i propri figli diventa una sfida. Abbiamo chiesto a Virna Benzoni, consulente e formatrice babywearing come l'alto contatto possa aiutare nella gestione familiare

In Italia, come in molti altri paesi, dal 1980 in poi si sono registrati molti più casi di parto gemellare, un dato in ascesa che ha portato molte famiglie a confrontarsi con una nuova realtà. Tutti i neogenitori sono indaffarati nella gestione familiare, trovare un nuovo equilibrio è fondamentale per mamma, papà e piccoli ma, quando il tempo deve essere impiegato per accudire due (o più) bambini le cose si complicano. Questa realtà, però, non riguarda solo i gemelli, anche dove ci sono bimbi piccoli di età ravvicinata si affronta questo problema, trovare il tempo per ascoltare i bisogni dei propri figli diventa una sfida quotidiana. Abbiamo chiesto a Virna Benzoni, consulente e formatrice babywearing di parlarci di come l’alto contatto possa aiutare i neo genitori nel gestire più figli, senza privarli delle attenzioni di cui necessitano fin dai primi istanti di vita.

Ciao Virna, parlaci un po’ di te
Ciao, sono una puericultrice ed educatrice prenatale e neonatale, consulente e formatrice specializzata nel babywearing. Accompagno da diversi anni genitori e operatori che desiderano approcciarsi al mondo del portare e penso che non vi sia niente di più importante del legame genitore-bambino nel momento in cui si crea, grazie al mio lavoro cerco di sancirlo, tutelarlo e proteggerlo fin dai primi istanti. Per questo, anche dopo l’arrivo dei miei due figli, ho continuato la mia formazione e approfondito i miei studi prima in Italia con la Scuola del Portare e successivamente all’estero presso la Trageschule UK e la FTZB.

Cosa consigli ai neo genitori che devono gestire più figli piccoli contemporaneamente?
A tutti i neogenitori consiglio di assecondare la creazione del legame con il proprio figlio in modo naturale e seguendo i tempi dei piccoli, spesso la frenesia delle nostre vita ci impedisce di rallentare e di viverci i momenti in pieno. Il babywearing è qualcosa di più che un semplice modo di portare i propri figli in fascia: è un vero e proprio strumento di relazione che, se ben supportato, migliora in modo importante il benessere della famiglia. Ecco perché ai genitori di gemelli spesso consiglio di portare in tandem.

Cosa significa portare in tandem?
Praticare il babywearing in tandem significa portare in contemporanea due bambini, fratelli o sorelle coetanei o di età differenti, utilizzando un unico supporto porta bebè o due supporti con tecniche specifiche.

Quando consigli di iniziare?
Si può iniziare a portare fin dalle prime settimane, se le condizioni fisiche lo permettono. Non è detto in realtà che si debba praticare il tandem in modo esclusivo. Ci sono situazioni in cui i genitori preferiscono portare un bebè alla volta, anche nel caso dei gemelli, mentre in altre si desidera farlo insieme. Anche nel tandem, il babywearing segue la crescita dei bambini e le legature, le posizioni e i supporti porta bebè si adeguano al piccolo e cambiano nel tempo.

Con quali supporti è meglio portare?
Come spesso accade nel mondo dell’alto contatto, non esistono supporti porta bebè migliori in assoluto, ma ci sono una serie di combinazioni praticabili e adattabili, in base alle esigenze di ciascuno, sia dei genitori considerando, ad esempio, la corporatura di chi porta, sia dei piccoli a seconda dell’età dei bambini, del peso e di altri fattori. Una splendida soluzione per i neonati è la fascia elastica, come quelle in 100% cotone interlock di Neko Slings e quelle in cotone French terry o misto bamboo di Boba, ad esempio, in grado di ricreare molta avvolgenza e sensazioni molto piacevoli per i bebé che si toccano e ritrovano le condizioni che avevano vissuto in pancia. Se la mamma è ancora affaticata dal parto, può realizzare la legatura con la fascia e rimanere comodamente seduta a godersi questo momento di grande emozione, ascoltando il respiro dei piccoli mentre loro si lasciano trasportare dal suo battito cardiaco, come quando erano nella pancia. Se l’idea della fascia vi piace potete portare anche con un’unica fascia rigida sempre davanti, tenendo i bebé leggermente decentrati. Man mano che crescono si possono spostare con la fascia tessuta sui fianchi, usando anche gli anelli come alleati. In caso di fratelli o sorelle di età differenti o appena i gemelli sono in grado di sostenersi maggiormente, si può posizionare un bimbo davanti e uno sulla schiena. Gli abbinamenti che si possono fare con i supporti sono molteplici: con un’unica fascia lunga tessuta, con una lunga e una corta, con un’elastica e una rigida, con un’elastica e un marsupio, con un half buckle e un marsupio, con due marsupi… tutto dipende dal comfort e dal gusto personale dei genitori.

L’estate è ormai finita, è possibile portare in tandem anche quando fa freddo?
Certamente! è possibile portare in tandem anche con il freddo ma può essere un pochino più macchinoso e ingombrante. Valgono le stesse regole del portare singolarmente, ma sarà necessario riadattare gli accessori che si scelgono di utilizzare. Infatti, nel caso si utilizzi una giacca pensata per praticare il babywearing, si può aggiungere un secondo pannello da agganciare sulla schiena in abbinamento a quello davanti. Importante è sempre fare attenzione a non coprire il viso dei bimbi e a mantenere le vie respiratorie libere.

Come imparare le tecniche per portare in tandem?
Suggerisco ai genitori che desiderano imparare a portare in tandem di farsi affiancare da professionisti del babywearing che abbiano partecipato ad una formazione teorico - pratica specifica. In questo modo avranno la possibilità di essere seguiti non solo nell’apprendimento della tecnica più adatta, ma anche nell’esperienza nella sua totalità. Nelle consulenze in presenza si sperimenta di solito anche con delle bambole didattiche e questa può essere una risorsa in più per prendere dimestichezza e sentirsi sicuri. Nel mio approccio nelle consulenze tandem insegno solitamente ad usare prima un supporto o una legatura alla volta, finchè i genitori non si sentono sicuri, per poi fare gli abbinamenti in un secondo momento.

Quali sono i tuoi suggerimenti per le mamme che vorrebbero portare in tandem?
Portare in tandem è assolutamente fattibile, ma richiede impegno (fisico e psicologico) e manualità da parte del portatore. Ovviamente è una scelta personale, ma se una mamma o un papà desiderano provare questa esperienza, il primo consiglio è quello di farsi affiancare da un professionista, per essere subito certi di partire con il piede giusto. Esistono infatti molteplici possibilità e alternative che permettono di distribuire adeguatamente il peso del corpo dei bambini portati e di garantire un’esperienza piacevole e sicura a tutti. Credo che la formazione per gli operatori sia importante, ecco perchè ho sviluppato un corso dedicato all’apprendimento di queste tecniche e agli aspetti importanti da approfondire se si vogliono affiancare i genitori con questa esperienza. Non è sufficiente a mio avviso sapere usare i singoli supporti e abbinarli, perché è necessario avere una conoscenza anche sulla parte psicologica, sullo scarico del peso, sulla postura, sulla gestione del seno, sulla respirazione e su altri aspetti del portare in modo da supportare al meglio le famiglie.
Certamente il tandem è faticoso, sia in termini fisici che di gestione, perciò è importante accertarsi di avere una situazione di partenza fisiologica ottimale, non è consigliabile utilizzare questa tecnica se si hanno problematiche di schiena o al pavimento pelvico, ad esempio. Come quando si porta singolarmente, è fondamentale restare sempre vigili e in ascolto durante la pratica, non solo dei piccoli nel supporto porta bebè, ma anche del proprio corpo, perché è proprio quest’ultimo che avvisa nel caso in cui vadano messi in atto alcuni accorgimenti per regolare nuovamente il supporto o cambiare posizione.

Portare in tandem è però anche un’esperienza molto bella, vero?
Può essere una grande risorsa pratica, perchè si hanno le mani libere per gestire le più svariate situazioni, in particolare quando la mamma si trova da sola a dover occuparsi di tutto, magari anche con altri bimbi più “grandi”, senza il peso e l’ingombro dei passeggini gemellari. Può essere una grande risorsa dal punto di vista relazionale, perché permette di accudire entrambi i bambini contemporaneamente con coccole e vicinanza e di dedicarsi a loro con le giuste attenzioni riuscendo in questo modo a connettersi con ciascuno di loro. Inoltre se in famiglia è già presente un fratello maggiore di età ravvicinata a quella del piccolo, la pratica del portare in tandem consente ai genitori di dedicarsi anche a lui, senza escluderlo e, anzi, rendendolo parte della creazione di un legame nuovo.

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